Ti “seguo” il paziente su Twitter. Psicoanalisti alla prova dei social

Dalle sedute su Skype alle app per registrare i sogni. Una professione che accetta le sfide del web e si interroga sul rapporto che avrebbe Freud con Facebook. Foto del passato e confessioni sui social possono aiutare le terapie ma c’è il confine della privacy. E quando a twittare è il dottore? Violazione dell’etica professionale o opportunità per una diagnosi migliore?

Fonte Repubblica.it

link all’articolo: http://tinyurl.com/q48hara

 

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